lo so che chi mi conosce avrà già pensato ai miei languorini perenni ma questa volta parlo di fama, celebrità…voglio diventare una blogger famosa.
ho già visto che parlando di tette e culi un po’ lo share aumenta… ma non ci farei una bella figura con la mamma del moroso quando prima o poi capiterà da queste parti.
il mio moroso, che vuole diventare un blogger famsissimo che anche beppe grillo gli copia gli articoli, dice che dovrei fare un po’ di socialqualchecosa ma già seguo poco il mio di blog che commentare su quello degli altri mi viene difficile (anche se vorrei, giurin giurella che vorrei… )
allora forse dovrei trovare uno stile intrigante che attiri tutti nella mia rete… ma a fantasia non sto messa bene.
forse potrei dispensare consigli … potrei diventare un angolo tipo la posta del cuore, o una rubrica tipo quella che personaggi più o meno noti seguono nelle riviste da femmina dove si dilettano a sentenziare su ogni sorta di argomento.
si ok, quest’ultima opzione mi piace…
non so come organizzarmi ma ci penserò su e aprirò “l’angolo di sigfrieda” no no… meglio “dillo a sigfrieda”… o ancora “sigfrieda consiglia”
“Mi hanno offerto un lavoro in Islanda (alle Mauritius, a Parigi, a Tokio, a Sidney, a Trinidad Tobago…), dobbiamo trasferisrci per un anno (6 mesi, 2 anni, 3 anni…)”
che sogno…
per la prima volta riuscirei a preparare le valige in un nano secondo

Ma si dice “punch”…”ponch”… o “panch” ????
Che cagata la storia del lato B
O meglio la polemica perchè la richiesta è più che lecita
Sono miss o chirichette?
E se siamo ad un concorso di bellezza si deve giudicare tutto:
davanti
dietro
sopra
sotto…
Allora chiamiamolo miss faccino pulito 2007
Se miss italia ha il culo come il mio non vale, deve essere “miss” anche dietro e giudicata anche lì…
Perchè farle sfilare in costume se poi non si devono guardare? Facciamole sfilare con un saio, tanto è uguale.
(nella foto Federica Di Bartolo nr 67, eletta “di nascosto” Miss lato B, e secondo me poteva meritarsi anche il titolo ufficiale)
Ogni tanto mi perdo, mi dimentico di scrivere e quando me ne ricordo ne ho voglia.
Forse per questo non ho mai tenuto un blog, perchè io e la costanza viviamo agli antipodi.
Mi piacerebbe proprio fare un lavoro che mi piace, uno di quei lavori che più che toglierti energia te ne danno, quelli ch e ti appassionano ed entusiasmano, quelli dove alzarsi al mattino e varcare la soglia dell’ufficio (o quel che è) non è una sofferenza, lavorare non è un obbligo ma un piacere, il progetto è il tuo progetto e la sua realizzazione il tuo obiettivo. Qualcuno ha questa fortuna, io invece sono qui chiusa in quattro mura, a fare meccanicamente un lavoro che non mi dà soddisfazione e che è solo un pezzo di un meccanismo che non so dove ha origine e dove va a finire. Che tristezza uè…
Da quando ho visto il film “lost in translation” mi torna sempre in mente una frase che fa più o meno così “quando hai un figlio devi dire addio alla tua vita come è stata fino a quel momento”… so che è così e forse per questo che ho un pò di paura di questo passo.
A volte penso a quanto sono stata stupida a non aver sfruttato la possibilità di prendermi una laurea. Mi sono iscritta, ho passato un anno e più a fare praticamente niente e ora mi mangio le mani. Magari potessi tornare indietro di 10 anni ma con la consapevolezza di oggi. Invece mi trovo già troppo “vecchia” per riprovarci e insoddisfatta. Mi guardo intorno e vedo dei laureati che non valgono nemmeno il mio diploma ma c’è chi lo fa e riesce a far fruttare quel “pezzo di carta”. Non solo in campo lavorativo ma anche nella quotidianeità. C’è chi ha studiato non solo per laurearsi ma anche per imparare… e la differenza si nota. Lo so che l’intelligenza e la cultura sono due cose ben distinte e spesso non vanno a braccetto, ma se c’è un minimo di entrambe si vede, eccome!
Ieri sera facendo zapping sono imbattuta in un documentario che parlava del miracolo del sangue di San Gennaro.
Gennaro era il vescovo di Benevento che durante la persecuzione dei cristiani venne decapitato. La leggenda narra che delle donne (chiamate zie di San Gennaro ma non ho ben capito il motivo) assistendo alla decapitazione raccolsero con delle ampolle il sangue che sgorgava dal corpo martoriato. (Ora, non per esser polemica… ma che scena è? Quese donnine che normalmente vanno in giro con delle ampolle in tasca (???) che appena vedono un rivolo di sangue scender giù si lanciano per una raccolta… vabbè, andiamo oltre). Un giornalista e un chimico cercavano di capirne di più su questa misteriosa vicenda, il giornalista cercando di strappare informazioni ai guardiani del Duomo di Napoli dove viene conservata la reliquia (chiusa in una cripta a 4 serrature con chiavi custodite dal sindaco e dal Vescovo) e il chimico con esperimenti in laboratorio.
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Ma perchè quando arriva l’estate ci lamentiamo del caldo e non vediamo l’ora che torni l’inverno e in inverno ci lamentiamo del freddo facendo il conto alla rovescia all’arrivo dell’estate?